Appendicite: cos’è? Quali sono le sue cause e quali i sintomi?

Appendicite: cos’è? Quali sono le sue cause

Appendicite: cos’è?

Per appendicite s’intende l’infiammazione dell’appendice vermiforme, una piccola  e sottile formazione lunga mediamente dai 5 ai 10 cm. Rappresenta un prolungamento della prima porzione dell’intestino crasso, chiamata cieco, ed è detta “vermiforme” in quanto assomiglia ad un lombrico.

Si trova solitamente nel quadrante inferiore destro dell’addome, sotto l’ombelico dal lato del fegato. L’appendice è costituita da tessuto linfatico con funzione di filtro, non più in grado di assorbire i nutrienti.

Qual è la causa di tale infiammazione?

L’appendicite può essere provocata da tutto ciò che ostruisce oppure irrita la cavità interna dell’appendice. Ciò è legato all’intrappolamento di materiali come parassiti intestinali, residui di cibo, muco, calcificazioni di feci o altri corpi estranei, ad esempio i noccioli dei frutti, quali uva, ciliegie…

Causa molto comune è la stipsi, in quanto l’accumulo di materiale fecale può formare un tappo, provocando tale occlusione. A tal proposito, l’alimentazione sembra rivestire una certa importanza nell’insorgenza dell’appendicite. L’assenza di scorie nella dieta e la maggiore sedentarietà rallentano la motilità intestinale. Ciò implica una maggiore difficoltà nell’evacuare le feci, che tendono ad insinuarsi nell’appendice e rimanere bloccate causando l’infiammazione.

Anche calcoli biliari, tessuto linfoide infiammato da una infezione virale o delle neoplasie possono causare l’ostruzione.

Conseguentemente all’occlusione, la flora microbica intrappolata si moltiplica, favorendo lo sviluppo di un’infezione locale, generando  il richiamo di globuli bianchi. Questi inglobano i patogeni con formazione di pus che, accumulandosi nell’appendice, ne aumenta la pressione interna.

Ciò comporta la riduzione del flusso sanguigno ai tessuti interni e la proliferazione batterica, che è la causa stessa dell’infiammazione.

A lungo andare, tale situazione provoca la lesione dei tessuti fino alla perforazione e alla rottura dell’appendice. Le conseguenze sono molti gravi in quanto l’infezione si diffonderebbe  nella cavità addominale, degenerando in peritonite, con complicazioni potenzialmente fatali.

È per questo fondamentale, riconoscere le cause ed intervenire preventivamente.

Quali sono i sintomi?

Sintomo tipico di tale infiammazione è un forte dolore addominale, generalmente nella parte bassa destra, che tende a diminuire sdraiandosi. La parete addominale risulta rigida ed il dolore può aumentare a seguito di movimenti, palpazione e colpi di tosse.

Talvolta, però, si localizza a livello inguinale, lombare o nella parte superiore destra dell’addome. Ulteriori sintomi possono essere nausea, vomito, inappetenza, febbre, fitte estese alla gamba e diarrea, o al contrario stitichezza.

L’appendicite si distingue tra forma acuta e cronica, quindi, è indispensabile la visita dal medico che, tramite specifiche manovre sulla zona, potrà individuare la giusta terapia e suggerire, eventualmente, esami di laboratorio, ecografia o tomografia computerizzata (TC).

La cura si sostanzia, spesso, in un’adeguata terapia antibiotica ma il trattamento standard, nella forma acuta, è la tempestiva rimozione chirurgica dell’appendice, l’intervento di appendicectomia, uno dei più semplici. Questo può essere eseguito tramite un’incisione aperta nell’addome (laparotomia) o in laparoscopia. Trattandosi di un intervento chirurgico, necessiterà del giusto tempo, in cui limitare le normali attività quotidiane, per recuperare al meglio.

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