Ipertensione, troppa energia dentro alle arterie: ecco come difendersi

Cause Ipertensione come curarsi

L’ipertensione è una patologia particolarmente insidiosa: non ha sintomi evidenti, e nell’immaginario collettivo, non è nemmeno considerata come una vera e propria malattia. Soffrire di pressione alta, invece, può portare a numerose complicazioni che compromettono la salute dell’organismo. È assolutamente necessario, quindi, che i livelli della pressione arteriosa siano continuamente monitorati. In questa sezione cercheremo di capire cosa vuol dire soffrire di ipertensione, e in quale modo questa patologia può essere dannosa per l’organismo. Inoltre sfatare mo tutti i falsi miti che si legano a questa affezione così diffusa.

I valori pressori indicano la forza esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi: se sono sopra la norma emerge il problema

La pressione arteriosa è un termine medico con cui si indica la forza del sangue che spinge contro le pareti delle arterie. Può essere determinata dalla forza con cui il cuore pompa il sangue, dalla quantità di sangue messa in circolo (maggiore è il volume del sangue, maggiore sarà la pressione); dal diametro e dalla resistenza dei vasi (più sono stretti e rigidi, più la pressione sale). Quando uno di questi elementi si altera, la pressione subisce delle variazioni.

Il livello della pressione arteriosa si misura con due valori, il primo dei quali (la pressione cosiddetta “massima”) misura la potenza con cui il sangue è spinto durante la fase di contrazione del cuore, mentre il secondo (la pressione “minima”) registra la pressione nella fase di rilassamento del cuore, quando cioè inizia la fase di ritorno del sangue verso il muscolo cardiaco. I valori di una persona sana si aggirano intorno ai 120 di massima e 80 di minima. L’ipertensione è una patologia caratterizzata da un innalzamento dei valori pressori.

Quali sono le cause dell’ipertensione?

L’ipertensione può essere definita “secondaria” quando è conseguenza di altre patologie come diabete (16%), malattie renali (13%), infezioni delle vie urinarie, l’assunzione di farmaci (11%) o sostanze ipertensiogene (contraccettivi orali, vasocostrittori nasali, cocaina, FANS, corticosteroidi). In tutti gli altri casi è “primaria” ed è dovuta essenzialmente allo stile di vita e alla dieta.

Cosa si intende quando si parla di “massima” e di “minima”?

Il valore della pressione massima indica la forza con cui il sangue spinge contro le arterie durante la si stole, cioè durante la contrazione del cuore. La minima invece “fotografa” il momento in cui il cuore si rilassa, in medicina questo momento è chiamato “diastole”.

(Fonte: MenteCorpo)

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