Pressione, come si misura e quali sono i livelli

Pressione come si misura e valori livelli

La pressione arteriosa è la forza esercitata sulle pareti delle arterie dal sangue che scorre al loro interno. I suoi valori sono influenzati da numerosi fattori, come la quantità del sangue e la forza con cui il cuore si contrae, oltre alla resistenza che arterie e capillari oppongono al flusso sanguigno. In più vanno considerate le sostanze che
regolano la pressione, chiamate renina e angiotensina. La renina è un ormone prodotto dal rene, che viene immesso nell’organismo quando si registra un abbassamento della pressione. La renina, infatti, produce angiotensina, una sostanza che possiede un’altissima azione vasocostrittiva in grado di alzare i valori pressori.

Lo strumento made in Italy

La pressione è misurata con un apparecchio medico chiamato sfigmomanometro. Lo sfigmomanometro è stato inventato da Scipione Riva Rocci, un medico torinese: fu presentato ufficialmente nel 1896. Questo apparecchio è costituito da un bracciale di tela provvista di una camera d’aria, una pompa per gonfiare la camera di aria e una colonna graduata a mercurio (da 0 a 300 millimetri) dove si leggono i valori della pressione. L’unità di misura con cui si esprime il valore della pressione è il millimetro di mercurio (mm/Hg). Lo sfigmomanometro oggi è automatico e più facile da utilizzare. Oggi esistono molti apparecchi automatici per misurarla, ma lo sfigmomanometro manuale resta lo strumento più affidabile.

Anche la pressione bassa è un problema ?

Quando i valori pressori scendono sotto al minimo, il sangue non è immesso in circolo sufficientemente, e i tessuti periferici ricevono meno ossigeno e sostanze nutrienti. I tipici sintomi della pressione bassa, come il senso di vertigini, la vista annebbiata e il senso di svenimento, sono causati proprio dal ridotto apporto di ossigeno, soprattutto alle cellule del cervello. Questa condizione è più frequente durante i mesi caldi. L’angiotensina, inoltre, provoca un maggiore accumulo di sodio nell’organismo, e di conseguenza una maggiore ritenzione di liquidi e un aumento della quantità di sangue. Anche questo fattore contribuisce all’aumento della pressione esercitata sulle arterie. In medicina la pressione si misura con due valori, comunemente chiamati “massima” e “minima”. La “massima” è anche detta “sistolica”, e indica la forza con cui il sangue spinge contro le pareti delle arterie durante
la contrazione del cuore. La “minima” si chiama “diastolica”, e indica il momento in cui il cuore si dilata per riempirsi.

I livelli della pressione

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la pressione è ottimale quando la massima è inferiore a 120 e la minima è inferiore a 80. Quando i valori si aggirano intorno a 130 di massima e 60 di minima allora si parla di “pressione normale”. Se invece la massima è compresa tra 130 e 139 e la minima tra 85 e 89, allora in medicina si parla di “pressione alta”. Nei casi di “ipertensione lieve”, invece, la massima oscilla tra 140 e 159, mentre la minima tra 90 e 98. I casi di “ipertensione moderata” sono quelli che registrano una massima compresa tra 160 e 179, e una minima che oscilla tra 100 e 109. I casi più gravi di ipertensione sono quelli in cui la massima supera i 180 e la minima i 110. La pressione è soggetta a numerose variazioni nel corso della giornata, e quindi per ottenere i valori precisi di un paziente è necessario calcolare una media tra diverse misurazioni eseguite in diversi momenti della giornata.

Fonte: MenteCorpo

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