Reflusso e acidità di stomaco: come sconfiggerli? esiste davvero una dieta uguale per tutti?

Reflusso: alimentazione e dieta

Che cos’è quella strana sensazione di bruciore che si avverte a livello dello stomaco?

Oggi, a seguito di numerosi studi scientifici, si è giunti alla conclusione che: bruciore, acidità di stomaco, dolore addominale e flatulenza sono tra i principali sintomi che colpiscono il 60% della popolazione italiana, infatti, la maggior parte della popolazione soffre di disturbi a carico dell’apparato digerente. Tra queste patologie ritroviamo uno dei principali responsabili: il reflusso gastroesofageo.

In che cosa consiste?

Il reflusso gastroesofageo, non è altro che la risalita del contenuto gastrico e cibo, dallo stomaco all’esofago, con conseguente irritazione della sua mucosa, tale passaggio, pur essendo temporaneo, se non opportunamente curato, può trasformarsi in una vera e propria patologia e nei casi più gravi può palesemente invalidare l’individuo.

E’ una patologia che colpisce indifferentemente sia adulti che bambini, anche se i soggetti maggiormente predisposti, sono gli obesi e le donne in gravidanza a seguito della modifica della conformazione dello stomaco; si manifesta generalmente con pirosi, ossia, il classico bruciore di stomaco e con il rigurgito di acidi, ma anche: disfagia, dolore toracico e tosse stizzosa. La maggior parte degli individui affetti da questa patologia, ritene che la principale causa sia attribuibile al tipo di alimentazione, ma da non sottovalutare è anche la presenza di tale sintomatologia in soggetti che assumono farmaci antinfiammatori non stereoidei. Tra i cibi incriminati riscontriamo maggiormente: spezie, grassi, succo d’arancio, alcol, caffè, pomodoro, cioccolato e cibi piccanti, ma un ruolo rilevante è svolto anche dallo stress e dall’ansia. Studi scientifici, affermano, che tali cibi sono in grado probabilmente di agire negativamente sulla capacità di chiusura dello sfintere esofageo favorendo così la risalita degli acidi dallo stomaco nell’esofago.

reflusso

Purtroppo, dalle informazioni in nostro possesso non è possibile stilare un piano dietetico universale ed efficace per tutti gli individui, sono in atto infatti, continue dispute tra gli esperti in materia, su gli alimenti da assumere e quelli da evitare, è necessario spiegare al paziente che alcuni alimenti rispetto ad altri possono maggiormente indurre alla sintomatologia da reflusso (vedi tabella) ma non necessariamente tutti gli individui devono obbligatoriamente eliminarli;  è buona prassi però ripristinare un’alimentazione equilibrata e normocalorica, in grado di apportare una riduzione del peso del paziente affetto da reflusso con conseguente riduzione della sintomatologia della malattia. Ogni individuo è a se, è per questo necessario avvalersi del supporto di un nutrizionista, che sarà in grado di  stilare un piano dietetico personalizzato, individuando insieme al paziente gli alimenti che maggiormente gli provocano tali disturbi, eliminandoli e sostituendoli con altri in associazione ad un trattamento farmacologico prescritto dal medico curante, infatti, per questo tipo di patologia, non sono necessarie prescrizioni di norme dietetiche altamente proibitive, ma piuttosto è necessario avvalersi di alcune norme comportamentali:

  1. Non coricarsi subito dopo i pasti principali;
  2. Non assumere cibi prima di andare a dormire;
  3. Fare piccoli pasti ma frequenti;
  4. Masticare bene;
  5. Evitare pasti troppo abbondanti;
  6. Fare una breve passeggiata per facilitare la digestione, subito dopo i pasti;
  7. Sollevare di 10/ 15 cm la testata del letto, con l’ausilio di un cuscino, per evitare il reflusso notturno.

Infine, il fumo è un altro fattore di rischio da non sottovalutare, perché è in grado di alterare il pH della saliva contribuendo negativamente sull’acidità di stomaco ed esofago.

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