Alitosi: le 5 cause più frequenti e come sconfiggerla

Alito cattivo: come sconfiggerlo

Alitosi: le 5 cause più frequenti – Gli odori sgradevoli non piacciono a nessuno ed allontanano chi ci sta vicino, l’alitosi o alito cattivo è un problema imbarazzante dal punto di vista psicosociale, che riguarda un italiano su quattro, secondo i dati dell’istituto stomatologico italiano. Nella maggior parte dei casi l’alito cattivo è dovuto a problemi del cavo orale. Qualche volta, però, può dipendere da disturbi dell’apparato digerente o respiratorio.

Che cos’è l’ alitosi e quali sono le possibili cause?

L’alitosi non è una malattia,  ma la spia di qualcosa che non va, in genere dal punto di vista dell’ igiene orale, le cause di questo malessere possono essere molteplici:

1 L’IGIENE ORALE SCORRETTA

Quando non si esegue una pulizia adeguata della bocca, i residui di cibo non vengono rimossi correttamente e vengono attaccati dai batteri presenti, che se ne nutrono trasformandoli in acidi. Questo processo causa già da solo cattivo odore, inoltre, i batteri contribuiscono alla  formazione della placca e del tartaro, responsabili di gengivite ( infiammazione delle gengive che, se non curata, porta alla parodontite) e di carie, entrambe cause dell’alitosi, afferma il dottor Bruno Restelli, specialista in Medicina interna.

COME INTERVENIRE

Pulire i denti con lo spazzolino, dentifricio e filo interdentale; fare sciacqui con acqua tiepida.

2 LA SALIVAZIONE INSUFFICIENTE

Quando la quantità di saliva prodotta è insufficiente, si può soffrire di alito cattivo, perché mancano gli enzimi  che idratano le mucose e neutralizzato l’azione dei batteri presenti. La xerotomia, ovvero , la secchezza della bocca può dipendere da un’alimentazione troppo ricca di sodio.

COME INTERVENIRE

Se si prendono dei farmaci, parlarne con il medico. Negli altri casi bere almeno due litri di acqua al giorno tra acqua e tisane alla menta che ha un’azione antibatterico e deodorante.

3 LE MALATTIE RESPIRATORIE CRONICHE

Tutte le infiammazioni dell’apparato respiratorio, sia di naso e gola sia di bronchi e polmoni, causano alito cattivo. Questi disturbi, infatti, costringono a respirare a bocca aperta,facendo seccare le mucose e favorendo l’ingresso dei batteri. Inoltre, queste infezioni producono muco che, accumulandosi, distrugge la flora locale e favorisce la proliferazione dei batteri responsabili dell’alito cattivo, continua il dottor Bruno Restelli.

COME INTERVENIRE

È opportuna una visita medica per la risoluzione del disturbo respiratorio, eventualmente ricorrendo a un trattamento con antibiotici. Inoltre, può essere utile usare le alghe sotto forma di integratori, per fare scorta di ossigeno, che depura lei vie respiratorie.

4 PROBLEMI DELLA DIGESTIONE

I disturbi dell’apparato digerente provocano la comparsa di alito cattivo, che in questo caso assume un odore di ammoniaca dovuto alla presenza di composti volatili (come acidi, nitrati e cianuro), prodotti in presenza di gastrite, ulcera, reflusso gastro esofago.

COME INTERVENIRE

In questi casi occorre rivolgersi al medico per seguire una dieta adeguata ed eventualmente prendere farmaci antiacido. Sono utili anche gli enzimi digestivi che si trovano in farmacia.

5 LE ABITUDINI SBAGLIATE

Chi fuma o beve alcolici, di solito ha un alito poco gradevole. Le sostanze che si sprigionano dalla combustione del tabacco e alcol infiammano le gengive,  favorendo gengivite e parodontite, e riducono la salivazione. Alcuni cibi, come aglio e cipolla, fanno bene alla salute, ma hanno un odore intenso, che tende a restare in bocca. Le diete equilibrate (drastiche o prive di carboidrati) rendono l’alito sgradevole perché obbligano l’organismo a ricorrere ai grassi come fonte energetica. Durante il loro processo di “smontaggio”, si formano i corpi chetonici che entrano in circolo e sono espulsi con il respiro, che assume un odore sgradevole, afferma il dott. Rastelli.

COME INTERVENIRE

Si dovrebbe smettere di fumare e limitare il consumo di alcol. Per gli stessi motivi, le diete andrebbero seguite senza accessi o sotto controllo medico.

 

                                                                                                                                                               A cura di Cristian De Luca

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