L’importanza di saper scegliere lo spazzolino da denti

Come scegliere lo spazzolino da denti

Ahi ahi, come duole il dentino, per la gioia del topolino”: era solita dirmi mia madre, quando da piccola facevo i capricci per non lavare i denti.

Della nostra bocca e della nostra igiene orale è bene prendersi cura, dedicarle lo stesso tempo che ci si dedica alla scelta di un vestito o di un paio di scarpe. Lo spazzolino da denti, è lo strumento più efficace ed immediato per prevenire la carie, disturbi gengivali e rimuovere la placca dallo smalto dentale. Sembra assurdo, ma usare uno strumento simile richiede delle regole ben precise per ottenere dei buoni risultati:

lo spazzolino, si usa con acqua fredda o al massimo tiepida (per chi soffre di ipersensibilità);

l’acqua calda, ammorbidisce eccessivamente la consistenza delle setole diminuendo la capacità di eliminare la placca.

– uno spazzolamento efficace e completo, prevede, che le setole dello spazzolino vengano applicate tra dente e gengiva con un angolo di circa 45° e con le punte rivolte verso la gengiva, effettuando movimenti circolari per poter staccare e allontanare la placca con movimenti verticali dalla gengiva verso i denti; ricordando che questa, si ferma principalmente fra dente e dente e fra dente e gengiva.

Lo spazzolino da denti dei giorni nostri è il frutto di una lunga evoluzione. I primi rudimentali spazzolini risalgono, infatti, al 3000 A.C; gli archeologi li hanno identificati in ramoscelli di particolari alberi da masticare, in piume di uccelli, ossa di animali e addirittura in aculei di porcospino. Gli Indiani, erano soliti usare dei ramoscelli dell’Azadirachta (un albero dalle proprietà medicamentose, chiamato anche la farmacia del villaggio) o del banano. Gli Arabi, utilizzavano le radici o le foglie della Salvadora persica, una pianta con proprietà antisettiche, astringenti e detergenti. I Romani, avevano dei metodi al quanto discutibili, passavano, infatti, dal lavarsi i denti con bicarbonato e urina, ad una mescola fatta di aceto, sale, miele e polvere di vetro. Un primo prototipo dello spazzolino da denti si ha in Cina mentre la produzione in serie si deve ad un uomo inglese, William Addis. Nel 1938, grazie a Du Pont, si ha l’introduzione delle setole di Nylon, una vera e propria rivoluzione e nel 1953 arriva anche il nonno dei moderni spazzolini elettrici: il Broxodent.

Lo spazzolino, va cambiato spesso, al massimo ogni 3 mesi e va usato dalle 2/3 volte al giorno soprattutto, dopo i pasti principali, per prevenire la carie e le malattie parodontali; due sono le sue componenti principali:

  1.  la testina, che deve avere una dimensione massima di 2,5 cm, ha lateralmente delle alette in gomma o in lattice che consentono il massaggio gengivale ed in alcuni casi possono essere presenti degli appositi pulisci lingua;
  2. le setole, medie, maggiormente indicate per i denti sensibili o dure più adatte a denti non affetti da particolari patologie.

Potendo stilare un vademecum per l’acquisto di un oggetto simile, dovremmo ricordare di:

  1. scegliere lo spazzolino in base alle proprie esigenze;
  2. considerare la sua efficacia nel rimuovere i residui di cibo e la placca dallo smalto;
  3. essere inodore e insapore;
  4. non contenere residui in lattice;
  5. avere un buon rapporto qualità/prezzo;
  6. essere delicato sulle gengive ed avere una impugnatura antiscivolo.

A cura di Maria Rosaria Spina

 

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