Curcuma: proprietà curative

Curcuma preziose ricette per infusi ed olio

Conosciuta anche come zafferano delle Indie, la curcuma (Curcuma longa) è una pianta che appartiene alla stessa famiglia dello zenzero.

Grande è l’attenzione della scienza nei confronti delle proprietà della curcuma, contenute nel rizoma (noto come radice). Quest’ultimo, raccolto in autunno, può essere consumato fresco oppure essiccato e ridotto in polvere.

Sempre più studi ne approfondiscono i benefici:

  • La curcuma rafforza il sistema immunitario, protegge l’organismo dalle infezioni ed è molto potente per il cervello, migliorando la memoria e rallentando l’invecchiamento delle cellule cerebrali;
  • È un’alleata del cuore: la curcumina riduce significativamente i rischi di malattie cardiovascolari ed anche i livelli di colesterolo;
  • È tra gli ingredienti più importanti nella lotta contro il cancro: inibisce la riproduzione delle cellule tumorali e rende più efficace la chemioterapia;
  • È utile a prevenire, o almeno ritardare, lo sviluppo del diabete di tipo 2, moderando i livelli di zuccheri nel sangue;
  • È un antidepressivo naturale;
  • Ha proprietà antiossidanti, depurative, antinfiammatorie ed antidolorifiche, incrementa la produzione della bile ed è un toccasana per chi ha problemi di digestione, di meteorismo e flatulenza;
  • Utilizzata anche per la cura del viso, è un ottimo disinfettante naturale e cicatrizzante: il rizoma fresco si applica su ferite, scottature, punture d’insetto e dermatiti.

Alcuni studi si concentrano anche sulle capacità terapeutiche della curcuma per il trattamento del morbo di Parkinson e per riparare i danni causati dall’ictus.

Come assumerla?

Integrare questa spezia, ingrediente principale del curry, nella nostra dieta, non significa, però, farne un abuso: la dose giornaliera consigliata va da 3 a 5 grammi (circa 2 cucchiaini da caffè). Potete utilizzarla come spezia per insaporire i cibi a fine cottura, esaltando il gusto di carne, pesce e verdure,  ma anche per salse, yogurt e formaggi freschi.  Per facilitarne l’assorbimento, è bene associarla ad una puntina di pepe nero, al tè verde oppure ad un grasso, come l’olio di oliva.

Il consumo della curcuma è, invece, sconsigliato a chi soffre di gastrite, ulcera, patologie ostruttive delle vie biliari ed in caso di disturbi della coagulazione.

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