Dieta Mindful, più consapevolezza di ciò che mangi

Dieta Mindful per perdere peso

Dieta Mindful – La Dieta Mindful, è un regime alimentare che aiuta a ritrovare il piacere di un rapporto più sereno ed equilibrato con il cibo.

In cosa consiste la Dieta Mindful?

Mangiare per noia o per placare l’ansia, senza attenzione di ciò che si mette nel piatto è il modo migliore per prendere chili e riempirsi di cibi di scarsa qualità. Le diete, però, sono difficili da seguire, perché spesso provocano stress e frustrazione: così, molti finiscono per rinunciare. ” Il punto di vista Mindful mira ad un approccio al cibo più consapevole, che combina la dieta, intesa nel suo significato originario di “modo di vivere”e si focalizza sui bisogni del proprio corpo, si combattono gli automatismi e si ritrova il piacere di un rapporto più equilibrato col cibo” spiega la dottoressa Francesca Noli, nutrizionista ed autrice del libro “Dieta Mindful”. Guida per stabilire un rapporto sereno con il cibo e con se stessi.

Chi mangia male vive peggio

Nutrirsi in maniera disordinata favorisce il gonfiore e la stanchezza, aumenta il rischio di sviluppare sovrappeso e tutti i disturbi che ne derivano e agisce negativamente anche sul benessere di pelle e capelli.

La dieta, intesa come elenco di cibi e piatti, riveste un’importanza marginale in questo tipo di programma, perché si tende a lavorare principalmente sulla persona, sui bisogni, è sulle emozioni che la spingono a mangiare troppo o senza prestare la giusta attenzione”. Il piano alimentare, quindi, va inteso come un riferimento di dieta equilibrata dal quale prendere spunto e non è una serie di regole da seguire alla lettera. “Il primo obiettivo  non è quello di perdere chili più in fretta possibile, ma di nutrirsi in modo sano perchè ciò porta al dimagrimento e si arriva a scelte più consapevoli e ad assaporare molto di più ciò che si mangia” sottolinea la nutrizionista.

Primo Step: creare un diario alimentare

Spesso, assorbiti da una serie di impegni, ci sembra di mangiare pochissimo, anche se in realtà introduciamo tantissime calorie: un primo passo utile per aumentare la nostra consapevolezza del cibo è quello di segnare su un diario tutto ciò che mangiamo. Come si fa?

Su un’agenda bisogna annotare :

  • L’orario;
  • Che cosa si è mangiato o bevuto;
  • In quale situazione;
  • Quanta fame si aveva;
  • Come ci si sentiva in quel momento.

Secondo step: imparare a riconoscere i propri bisogni

Il secondo STEP consistente nell’abituarsi ad ascoltare i propri bisogni reali liberandosi dalle pressioni ambientali (disponibilità di cibo ovunque), sociali ( amici, parenti e colleghi che offrono cibo con insistenza) ed emotive (ansia, nervosismo, noia), che portano a mangiare molto di più e senza attenzione.

Come si fa?

Si devono organizzare i pasti in modo equilibrato, in modo da sapere in anticipo quello che mangeremo. I cibi non vanno demonizzati, ma gestiti in modo consapevole: se ci piace un gelato, invece di mangiarlo per abitudine tutte le sere dopo cena davanti alla tv, è meglio acquistarlo di buona qualità, una volta alla settimana” suggerisce la dottoressa.

Terzo step: gestire meglio la fame emotiva

La fame emotiva spinge a mangiare non per fame, ma perché si è stanchi, nervosi, tristi o annoiati. Si tratta di smania di cibi (Le cosiddette “voglie”) di solito molto ricchi di zucchero, grassi e sale, che non si esaurisce dopo una sola porzione, ma spinge a finire tutta la quantità a disposizione: confezione di biscotto, il sacchetto di patatine o il barattolo di gelato. “Inoltre, chi segue diete che escludono quasi del tutto i carboidrati o chi salta i pasti avverte una fame vera che alimenta anche quella nervosa, creando un circolo vizioso” aggiunge la nutrizionista.

Come si fa?

Questa strategia può essere messa in atto creando la “scatola delle distrazioni“: riempirla, per esempio, con un mazzo di carte, un libro o qualsiasi cosa che possa in qualche modo distrarvi da usare ogni volta che si sentirà il desiderio di cibo.

Altri consigli utili

  • Quando si apre una confezione bisogna prendere la propria porzione e poi richiederla subito, altrimenti si tende a finire il pacchetto, soprattutto se l’alimento ci piace molto;
  • Servire direttamente nei piatti porzioni definite;
  • Se ci sono degli avanzi, metterli subito in frigo, già suddivisi in altre porzioni.

Giornata Tipo

Per costruire un menu mindful è importante nei tre pasti una fonte di carboidrati (cereali integrali o loro derivati: tuberi) una di proteine (latte e derivati, carne, uova, pesce, legumi) e almeno 5 porzioni di verdura e frutta per avere il giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali . No al digiuno: il pranzo può essere un po’ più ricco, mentre la cena più leggera per una maggiore digeribilità.

COLAZIONE: una tazza di bevanda di soia o di tè verde; fette biscottate integrali con un velo di marmellata o un vasetto di yogurt.

SPUNTINO: 12-15 acini di uva o 4 quadretti di cioccolato fondente.

PRANZO: 3 mestoli di pasta integrale con broccoli e 10 fettine di bresaola con finocchi e carote.

MERENDA: un’arancia oppure una banana o un kiwi.

CENA: un filetto di orata fresco grande quanto un palmo di una mano ed insalata condita con un filo di olio extravergine di oliva e limone.

 A cura di Cristian De Luca

Related posts

Rispondi