I dolcificanti naturali: 7 valide alternative allo zucchero

Dolcificanti naturali

Il 4 marzo 2015 a Ginevra, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO: World Health Organization) ha stabilito che, per mantenere un ottimo livello di salute, il consumo giornaliero di zucchero non può essere superiore al 5% del fabbisogno energetico complessivo. Il riferimento non tiene in considerazione lo zucchero contenuto naturalmente negli alimenti (come nella frutta, nei vegetali o nel latte), ma quello aggiunto (corrisponde circa a 25 gr.). Quotidianamente assumiamo, in maniera quasi inconsapevole zucchero raffinato nella nostra alimentazione. Forse non tutti sanno che in moltissimi prodotti alimentari, non di pasticceria o dolciari, è presente un’addizionale di zucchero (per esempio nei cibi in scatola come mais, piselli o nel pane in cassetta) così come nei piatti pronti o nelle bevande. Ne consegue che per mantenere una buona salute, è necessario ridurre l’assunzione di zucchero ricorrendo, quando possibile, ad alternative naturali con un livello calorico più basso.

  1. Amasake: proviene dall’oriente e si ricava dalla fermentazione enzimatica, ottenuta con il fungo Koji, del riso (bianco o grezzo) di cui mantiene tutte le proprietà. In particolare se preparato con riso integrale, l’amasake sarà ricco di selenio, manganese, fosforo, magnesio, vitamina B. Contiene un alto contenuto di fibre e, come tutti i prodotti fermentati, una quantità di enzimi e batteri tale da favorire la digestione. E’ un dolcificante a lento rilascio. Può essere ottenuto anche con la fermentazione di miglio e avena. In commercio si trova sottoforma di pasta densa.
  2. Malto: il più comune è quello che deriva dalla germinazione dell’orzo. Contiene amido, minerali e il maltosio che è uno zucchero semplice a lento assorbimento. Favorisce il buon funzionamento dell’intestino e depura il fegato dalle scorie in eccesso. In commercio si può trovare liquido o in polvere.
  3. Miele: è composto da fruttosio e glucosio che lo rendono una fonte di energia a lento rilascio. Contiene vitamine A, E, K, C ed oligoelementi come rame, ferro, sodio, manganese. Ha proprietà antibatteriche, antibiotiche, calmanti e lassative a seconda dei fiori dai quali viene estratto. Si conserva a lungo ed è usato per fare tantissimi dolci.
  4. Sciroppo d’acero: arriva dal Canada e si ricava dalla bollitura della linfa estratta dall’acero da zucchero, con quella dell’acero nero. Ha un basso indice glicemico cosi come calorico, ma è ricco di antiossidanti. Svolge una azione diuretica, depurativa e snellente grazie al saccarosio. Contiene  inoltre acido malico, potassio, calcio e ferro. E’ un ottimo energizzante e accelera il metabolismo poiché favorisce la termogenesi (cioè la produzione di calore attraverso il consumo di calorie).
  5. Stevia: si ricava da una pianta perenne erbaceo-arbustiva originaria del sud America. A differenza degli altri dolcificanti non contiene calorie, né carboidrati. Viene commercializzata in forma liquida, in polvere o in compresse. In passato la stevia è stata al centro di importanti dibattiti in quanto le sostanze principali che la compongono (steviolo e stevioside) venivano considerate cancerogene. Studi successivi hanno ridimensionato e smentito l’accusa.
  6. Xilitolo: viene estratto principalmente dalle piante come la betulla, è infatti comunemente definito “zucchero del legno”. E’ molto usato come dolcificante alimentare (soprattutto nelle caramelle e nelle gomme da masticare). Ha un basso contenuto calorico e la sua assunzione non modifica i livelli di insulina presenti nel sangue. A differenza degli altri dolcificanti, lo xilitolo riduce la formazione di placca, prevenendo la carie. Inoltre favorisce l’assorbimento del calcio, ma un uso eccessivo può provocare effetti lassativi. Da non sottovalutare che lo xilitolo può essere molto nocivo per i cani.
  7. Zucchero di cocco: originario del sud est asiatico (Filippine e Indonesia) si ricava dalla linfa dei boccioli dei fiori della palma da cocco. Ha un basso contenuto calorico determinato dal saccarosio. Il suo sapore è molto simile a quello dello zucchero di canna.

Ogni dolcificante sopra elencato rappresenta un’ottima variante allo zucchero bianco o a quello grezzo sempre e solo se viene ricavato da piante non modificate geneticamente e se il processo di produzione  non prevede l’uso di agenti chimici. Chi segue una dieta non può considerare il basso livello calorico un lecito motivo per abusarne. Le persone allergiche, i celiaci, i diabetici, chi soffre di qualsiasi patologia può farne uso solo dopo aver consultato un medico: l’origine naturale non preserva da controindicazioni.

A cura di Laura Gaetano

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