Integratori e Colesterolo: serviranno per davvero?

Integratori e colesterolo

Integratori e Colesterolo – Oggi, in commercio si trovano integratori alimentari per qualsiasi uso: per la memoria, per i capelli, per il fegato ecc ecc, ma la domanda che più ci attanaglia è: serviranno per davvero? Oggi, affronteremo uno degli argomenti più discussi, l’uso degli integratori per la prevenzione e per la cura di una delle principali patologie italiane: l’ipercolesterolemia.

L’ eccesso di colesterolo rappresenta un fattore significativo di rischio cardio-vascolare. Esiste un rapporto lineare fra i valori di colesterolemia ed il rischio cardio-vascolare: ad ogni 1% di riduzione del colesterolo corrisponde un’analoga riduzione del rischio.

Vista l’incidenza delle patologie e della mortalità cardio-vascolare in Italia e nei Paesi sviluppati, ogni successo nella terapia e/o nel trattamento ipocolesterolemizzante è estremamente significativo.

In cosa consiste la Terapia Farmacologica?

Si basa essenzialmente sulle statine, sia idro che liposolubili, che risentono di 2 fattori fra loro diversi e concomitanti:

  • una compliance (aderenza e persistenza terapeutica) inferiore ai 12 mesi
  • un’elevata incidenza di miopatie (crampi muscolari) localizzati in prevalenza agli arti inferiori (piede e polpaccio)

Ruolo degli integratori

Oltre alle modifiche dello stile di vita ( alimentazione e movimento) negli ultimi anni è emerso un consistente aiuto precauzionale che può dare l’assunzione di prodotti nutraceutici, in particolare:

  1. in fase preventiva nei soggetti con anamnesi familiare di ipercolesterolemia e/o elevato rischio cardiovascolare
  2. nei soggetti con valori al limite di colesterolemia totale (190- 220 mg/dl)
  3. nei soggetti intolleranti alle statine
  4. nei pazienti in trattamento che non riescono a rientrare in valori normali

Integratori e colesterolo

Le numerose tipologie di nutraceutici impiegabili si suddividono in 3 gruppi principali:

  1. inibitori dell’assorbimento intestinale ( fibre, steroli, psilio )
  2. inibitori della sintesi epatica del colesterolo ( monacolina k, bergamotto)
  3. induttori dell’escrezione di LDL ( berberina, estratto di tè verde )

Fra gli ultimi arrivati sono da segnalare anche i probiotici che svolgono un ruolo positivo sul metabolismo dei sali biliari, sulla produzione di acidi grassi a catena corta e sull’assimilazione del colesterolo stesso ad opera della membrana cellulare batterica.

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