Obesità, quali sono le cause? Aspetti biologici e psicologici

Obesità disturbo alimentare e psicologico: cause e cure

L’obesità ha un’origine multifattoriale. Aspetti medici, biologici e psicologici intervengono nello sviluppo di tale patologia. È importante chiarire quali sono i fattori che influenzano l’insorgenza e il mantenimento di questo problema di salute.

In questo articolo vedremo insieme come si caratterizza l’obesità e quali sono le cause biologiche e psicologiche che ne costituiscono le basi. L’approccio è multidisciplinare per dare spazio a punti di vista professionali differenti. Lo scopo è quello di integrare conoscenze e dare contezza della complessità del problema e del suo trattamento.

Obesità: di cosa stiamo parlando?

L’obesità è una condizione medica caratterizzata da un aumento anomalo del peso corporeo. La causa è un eccessivo accumulo di adipe nel tessuto sottocutaneo. Il grasso corporeo ha, per il nostro organismo, un ruolo importante. Svolge diverse funzioni:

  • riserva energetica;
  • isolamento e protezione degli organi;
  • regolazione della temperatura corporea;
  • produzione di molteplici sostanze che influenzano l’appetito, l’attività tiroidea e sessuale (essendo anche un organo endocrino).

L’aumento di grasso (soprattutto a livello addominale), si accompagna spesso sovrappeso e obesità. In condizioni più rischiose, si associa alla sindrome metabolica e ad altre patologie.

Esistono due tipi di obesità: androide e ginoide.

L’obesità androide

Tale fenotipo, detto anche centrale, viscerale o a “mela”, è prevalentemente maschile. Si associa ad una maggiore distribuzione di adipe nella regione cerviconucale, addominale, toracica, dorsale. A questo tipo di obesità si associa un maggior rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche. Tra queste: ictus cerebrale, diabete, infarto del miocardio, ipercolesterolemia, ipertensione.

L’obesità ginoide

L’obesità ginoide, detta anche periferica, sottocutanea o a “pera”, è un fenotipo per lo più femminile. Si associa ad una maggiore distribuzione di tessuto adiposo nella metà inferiore dell’addome, nelle regioni femorali e glutee. A questo tipo di obesità si associa un minor rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche rispetto all’obesità androide.

Sebbene l’obesità ginoide risulti più diffusa nella donna, è possibile che si verifichi la presenza di questo fenotipo anche negli uomini. E viceversa per quella androide. Esiste, poi, un altro tipo di obesità: quello misto.

Obesità di tipo misto

In questo fenotipo, l’accumulo di grasso corporeo è uniformemente distribuito per tutto il corpo. Il rischio di patologie cardiovascolari  e metaboliche, in questo caso, è intermedio tra quello dell’obesità androide e ginoide.

Obesità: un problema in crescita

La prevalenza dell’obesità è in continuo aumento. Il tasso di crescita è preoccupante in tutto il mondo. Nel XXI secolo ha raggiunto epidermiche, scalzando anche la malnutrizione come causa di mortalità correlata a problemi nutrizionali. In Italia, il 23,6% dei bambini è in sovrappeso, il 12,3 % è obeso. Più di 1 bambino su 3 ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere in base all’età.

Le regioni più interessate sono quelle dell’Italia Meridionale. In Campania, Puglia e Sicilia la popolazione infantile in sovrappeso raggiunge il 23,6% e quella obesa il 13,5%. Come per gli adulti, l’obesità nei bambini e negli adolescenti può essere causata da numerosi fattori.

  • Fattori biologico-nutrizionali. Si ritiene che la cattiva alimentazione e la scarsa attività fisica siano le cause principali. La maggior parte di energia alimentare in eccesso è dovuta all’aumento del consumo di carboidrati e di grassi. Le fonti primarie dell’apporto extra sono le bevande edulcorate, che ormai coprono quasi il 25% dell’energia alimentare quotidiana. Anche la diffusione dei fast food ha contribuito alla crescita dell’obesità. Lo stile di vita sedentario, inoltre, aumenta la probabilità che si sviluppi questa condizione medica. Ciò è dovuto ad una diminuzione del lavoro fisicamente impegnativo. Le cause principali sono: il crescente utilizzo di mezzi di trasporto e di elettrodomestici, per gli adulti. L’eccessivo utilizzo di tecnologia, videogiochi e televisore, per i bambini.

 

  • Fattori psicosociologici. Il cibo rappresenta uno dei più importanti veicoli di comunicazione, affettività, relazione e appartenenza. Ogni cultura e subcultura dà un significato particolare al cibo, il quale diventa mediatore in diverse situazioni. Il cibo rappresenta, tra le altre cose, uno strumento per strutturare il tempo e accompagna riti e rituali socio-familiari da sempre. Le dinamiche familiari, infine, contribuiscono a generare e mantenere lo stato di obesità (soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza). Alla base dell’obesità vi sono: comportamenti alimentari disfunzionali, problematiche socio-relazionali e difficoltà a riconoscere e gestire bisogni ed emozioni.

I tempi dell’obesità

È importante, sia da un punto di vista fisiologico che psicosociologico, considerare in quali tempi i problemi di peso si originano e sviluppano. Questo anche per comprendere più a fondo le decisioni di trattamento.

Infanzia

Come precedentemente accennato, l’obesità infantile è in aumento. Rappresenta un vero e proprio fattore di rischio e predisponente all’obesità in età adulta. Durante l’infanzia giocano un ruolo fondamentale:

  • L’educazione alimentare ricevuta e tramandata in ambito familiare;
  • La conoscenza, più o meno approfondita, delle basi nutrizionali per la salute;
  • I comportamenti alimentari dei genitori;
  • La gestione dei pasti in ambito familiare;
  • L’uso del cibo come mediatore in situazioni complesse;
  • L’incapacità di riconoscere fame e sazietà.

Adolescenza

L’adolescenza è un periodo delicato poiché è in questa fase del ciclo di vita che i ragazzi sono più attenti al peso corporeo e all’immagine di sé. In questo periodo, pregressi problemi di obesità possono presentarsi in comorbità con altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Questo è il periodo di esordio dei disturbi del comportamento alimentare. Se parliamo di obesità, i disturbi del comportamento alimentare più diffusi risultano: il disturbo da alimentazione incontrollata e il dismorfismo corporeo.

L’adolescenza, tuttavia, rappresenta anche il momento migliore per iniziare una dieta. Questo per la presenza di una maggiore motivazione alla cura del proprio aspetto fisico. Tuttavia è da rilevare la scarsa capacità, da parte dell’adolescente, di decidere in autonomia di risolvere i problemi alla base dell’iperfagia. È, quindi, il tempo delle diete “fai da te”, dell’esercizio fisico eccessivo e dell’attenzione all’estetica. Poco spazio è dato all’interiorità. Questo, inevitabilmente, genera in età adulta una ricaduta nel problema di obesità. Con ulteriori complicazioni.

Età adulta

In età adulta, il problema di obesità è ormai cronicizzato. Aumentano le difficoltà per affrontare una dieta. Diminuisce la motivazione e la persona è più colpita nella sfera dell’autostima e dell’autoefficacia. In contemporanea aumentano i problemi fisiologici. Questo rende necessario e urgente un intervento mirato. Oltre ai problemi psicologici alla base dell’obesità, possono instaurarsi disturbi psicologici secondari.

L’obesità: disturbo psicologico?

L’obesità ha origine multifattoriale. Quindi alla base del comportamento alimentare disfunzionale, che conduce ad iperfagia, vi sono difficoltà più profonde. Spesso sconosciute e mai affrontante. Si parla, in questo caso, di disturbi psicologici primari che hanno generato e mantengono la patologia medica. Esistono poi, come già accennato, disturbi psicologici secondari all’obesità. Tra questi i più comuni sono ansia, depressione, fobia sociale, disturbi del comportamento alimentare.

Obesità con o senza abbuffate

Non tutti i pazienti obesi soffrono di disturbo da alimentazione incontrollata. Non tutti si abbuffano, insomma! La causa più frequente dell’obesità è l’iperfagia. La persona assume una quantità di nutrienti che eccede di molto le quantità richieste dall’organismo. Il disturbo da alimentazione incontrollata (altrimenti detto Binge Eating), si caratterizza per la presenza di abbuffate. Un paziente che si abbuffa, si differenzia da un iperfagico, poiché assume una quantità di cibo molto elevata in un periodo ristretto di tempo, perdendo il controllo su di sé.

Tutti i pazienti con disturbo da alimentazione incontrollata presentano problemi di peso. Pazienti con disturbi alimentari spesso si rivolgono ai nutrizionisti con l’obiettivo del peso corporeo. Nella maggior parte dei casi non viene fatta una diagnosi psicologica e psichiatrica per differenziare l’obesità con o senza abbuffate. E questo è un problema nell’aderenza alla dieta e nelle recidive (peso ripreso dopo aver seguito una dieta).

Tra cause e concause

L’obesità è, quindi, una condizione medica complessa che richiede una diagnosi adeguata dal punto di vista medico e psicologico. Questo consente una presa in carico integrata del paziente. Un approccio multidisciplinare (per esempio il trattamento psiconutrizionale) risulta essere più efficace nella risoluzione a lungo termine del problema.

A cura

Dott.ssa Luana Giovanelli – Psicologa e Psicoterapeuta – (contatti ed info)

Dott.ssa Cristina Fantasia – Biologa Nutrizionista (contatti ed info)

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