Piedi perfetti anche in inverno con pochi accorgimenti

Piedi perfetti

L’arrivo della stagione fredda ha iniziato a fare le prime vittime: se ci sono già più di 150 mila persone allettate con l’influenza, i segni più visibili sono quelli che colpiscono i piedi, che in questo periodo sono a maggior rischio di zone disidratate o screpolate.

In genere concentriamo tutte le nostre attenzioni sui piedi sul finire della primavera e soprattutto in estate, quando il caldo inizia a farsi sentire e le scarpe chiuse vengono sostituite da quelle aperte e dai sandali, che rendono obbligatoria una differente cura delle nostre estremità inferiori per evitare brutti inestetismi e sguardi disgustati! In realtà, però, è proprio questa fase iniziale dell’inverno il periodo in cui bisognerebbe coccolare maggiormente i nostri piedi, che rischiano di pagare un costo alto a causa degli effetti del freddo.

Tutti in piedi. Questo messaggio si rivolge non solo alle persone che soffrono di patologie legate alla circolazione sanguigna (già in genere rallentata nelle estremità del corpo, motivo per il quale spesso i nostri piedi sono freddi) o di altri fastidi come i geloni, ma proprio a tutti i lettori e soprattutto alle lettrici, e non attiene soltanto alla sfera dell’estetica: i piedi svolgono infatti funzioni basilari per il nostro corpo, offrendo sostegno e mobilità a tutta la nostra struttura fisica. Nonostante questo ruolo centrale, però, bisogna ammettere che spesso trascuriamo di dedicare loro la giusta cura, mentre invece bastano semplici accorgimenti per aumentare il (nostro) benessere.

Relax e benessere col pediluvio. In generale, infatti, il pedicure in inverno è considerato poco utile e non è sentito come una necessità, quasi come se la fine dell’estate portasse via anche l’esigenza di curare la bellezza dei piedi. Invece, già soltanto l’idea di poter mettere i piedi in ammollo in una bacinella ricolma di acqua bollente offre una sensazione di benessere al nostro cervello, e si rivela un rimedio (tanto antico quanto consigliato) per contrastare il freddo esteriore e rimetterci in sesto dopo una giornata all’aperto. Se abbiamo tempo, poi, possiamo ricreare l’atmosfera dei centri estetici preparando anche a casa un ambiente rilassante, accendendo delle candele profumate, lasciando partire una musica soft di sottofondo e abbassando le altre luci.

Piedi al meglio. Alla fine di questa prima fase del trattamento, la pelle dei piedi risulterà più morbida, prestandosi al meglio alla eliminazione delle cellule morti, soprattutto nella zona posteriore dei talloni, dove interverremo con semplici colpi di spatola a grattugia. È qui, poi, che entra in azione un altro strumento semplice che non può mancare nella nostra dotazione di base: parliamo, seguendo i consigli di donnafemminile.it, della pietra pomice, ovvero quella particolare formazione rocciosa porosa che grazie alla sua azione abrasiva è ideale per levigare la pelle di piedi e dei calli, nonché per eliminare i peli superflui dopo la depilazione in zone del corpo non troppo sensibili.

Sentirsi rigenerare. Anche in questo caso, basta usare la pietra per qualche istante, sfregando con una lieve pressione sull’area del tallone e sui punti in genere più secchi. Ora possiamo sciacquare nuovamente i piedi, stavolta con acqua fresca, e soprattutto asciugarli con cura, in particolar modo tra le dita (così da evitare le fastidiose e dolorose macerazioni della pelle), utilizzando del talco o della crema per mantenere l’effetto morbidezza: in ogni caso, mai esagerare con le dosi, che possono altrimenti provocare effetti negativi.

L’arma della delicatezza. L’ultima precauzione riguarda lo stato iniziale dei piedi: se infatti abbiamo una situazione complessa, con diversi accumuli di pelle secca, vari calli e zone indurite (i classici duroni), meglio procedere per gradi, perché è impensabile rimuovere tutti questi fastidi in una sola operazione. In situazioni del genere, il pediluvio va ripetuto almeno un paio di volte alla settimana, o anche tutti i giorni, prestando attenzione a non agire troppo in profondità e non provocarsi dolorose ferite: la parola chiave resta sempre “delicatezza”.

 

 

 

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