Prodotti integrali: sai riconoscerli?

Prodotti integrali come riconoscerli

Parlare di farina è pensare quasi immediatamente al piacere esclusivo dell’olfatto nel captare la fragranza del pane appena sfornato, che discretamente si disperde lungo le vie intorno alle panetterie. Sane suggestioni che contrastano con una realtà meno confortante. Il maggior quantitativo di farina che viene commercializzato per l’industria alimentare e il consumo individuale è la farina bianca: pasta, pane, dolci, tutti quegli alimenti che compongo la dispensa di molte case italiane, hanno come ingrediente principale un elemento raffinato, modificato a volte ricorrendo ad additivi chimici o processi industriali che ne alterano le caratteristiche, ma che conferiscono la giusta consistenza e il giusto colore per garantire una buona resa.

La farina comune deriva dal grano tenero. Ogni chicco viene pulito e ripulito da alcune parti che lo compongono (come per esempio: crusca, cruschello, germe) per ottenere una farina liscia e chiara. Vengono aggiunti agenti di trattamento, antiagglomeranti, glutine vegetale ed enzimi. Alla fine della filiera, quello che  si ottiene è un prodotto a lunga conservazione, ma povero di principi nutritivi i quali sono contenuti nelle parti scartate.

Da qualche anno con la sensibilizzazione, da parte di molti, nel voler seguire un nuovo decalogo alimentare per migliorare la propria salute, la farina integrale ha trovato un posto d’onore proprio perché considerata sana. La lavorazione del chicco di grano infatti non prevede processi di alterazione delle sue proprietà che così rimango preservate. Questo tipo di farina è:

  1. ricca di fibre necessarie per ridurre l’assorbimento di grassi, il livello di colesterolo nel sangue e contrastare la costipazione;
  2. aumenta il senso di sazietà, per cui i prodotti integrali vengono consigliati a chi segue una dieta ipocalorica;
  3. contiene sali minerali, calcio, fosforo, magnesio, vitamine B1, B2, B6 in proporzione doppia rispetto alla farina raffinata ma non favoriscono, però, l’assorbimento di calcio e zinco;
  4. il maggior pregio di questo prodotto è determinato dal fatto che la sua composizione grezza non altera l’indice glicemico nel sangue come la controparte bianca. Ne consegue che un piatto di pasta integrale viene digerito in modo corretto dall’organismo senza affaticare inutilmente il pancreas nella produzione di insulina, senza provocare pesantezza o sonnolenza e senza percepire dopo poche ore un inconsueto e non motivato senso di fame.

Ma siamo sicuri che siano tutte uguali? quali scegliere?

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In commercio molti prodotti vengono definiti “integrali” ma spesso sono preparati con farine miste, o peggio ancora con farina raffinata resa “integrale” con successiva aggiunta di crusca, quindi doppiamente dannosa per la nostra salute. Regola d’oro è leggere il dettaglio degli ingredienti riportati nel retro delle confezioni per essere certi di quello che effettivamente contengono: l’ingrediente principale deve essere esclusivamente la farina integrale senza aggiunta di crusca, cruschello, farina 0 o 00; ma ciò purtroppo non basta, perchè è proprio la legge a non tutelarci, quindi, è necessario osservare con occhio critico tutto ciò che si acquista.

Pasta e pane per essere definiti interamente integrali:

White bread and brown bread --- Image by © Royalty-Free/Corbis

  1. Non devono presentare un colore chiaro di base ed i classici puntini più scuri della crusca;
  2. Devono, invece, avere un colore scuro ed omogeneo

Vi consigliamo, inoltre, l’acquisto di prodotti integrali ma biologici, in quanto privi di residui tossici, ATTENZIONE, i prodotti privi di questa dicitura sono un vero e proprio concentrato di sostanze tossiche (fertilizzanti, pesticidi..), che si depositano nella parte esterna del chicco di grano.

In cucina…

Per preparare pasta, pane e torte  fatte in casa, si possono utilizzare molti tipi di farina integrale:

  1. farina integrale di farro: molto più digeribile e saziante di quella di grano e adatta per pane, pasta, dolci.
  2. farina integrale di grano saraceno: di colore scuro, è priva di glutine ed è usata soprattutto per fare la pasta (pizzoccheri).
  3. farina integrale di kamut: ha un apporto calorico più elevato rispetto alla farina tradizionale, ma è ricca di proteine, sali minerali e selenio. Adatta per preparazioni dolci o salate.
  4.  farina integrale di mais: ovvero la polenta. Calorica, molto saziante, ma priva di proteine
  5. farina integrale di miglio: senza glutine, ma con tanto ferro, fosforo e  magnesio
  6. farina integrale di riso: facilmente digeribile perché priva di glutine, contiene poche proteine ma è ricca di amidi
  7. farina integrale di segale: ricca di sali minerali come sodio, potassio, calcio e di fibre. Si usa per preparare il pane

Molte ricette prevedono l’uso di differenti tipi di farina per ottenere composti migliori, è bene sapere e ricordare le caratteristiche di ognuna prima di sfornare. La farina integrale è un prodotto sano, con poche controindicazioni e un unico neo: si conserva per poco tempo, ma non si può considerare un difetto quello che dura seguendo i ritmi della natura.

A cura di Laura Gaetano

 

 

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