Shopping online, in Italia decolla anche il settore Food&Grocery

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Era uno dei settori in cui i negozi tradizionali resistevano, ma adesso anche in Italia è boom dell’ecommerce di Food&Grocery, ovvero tutto il comparto dell’alimentare. In un solo anno, infatti, la crescita è stata del 30 per cento, con un volume d’affari di circa 575 milioni di euro.

Pasta, caffè, vino, ma anche cibi pronti e surgelati: gli italiani stanno imparando ad aggiungere anche questi prodotti, tradizionalmente riservati agli acquisti “fisici”, nella lista della spesa che è possibile compilare grazie allo shopping online. Come rivela l’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, infatti, nell’ultimo anno nel nostro Paese il mercato eCommerce del comparto Food&Grocery ha conosciuto una crescita del 30 per cento rispetto al 2015, con un totale di vendite che ha raggiunto i 575 milioni di euro.

Sale la spesa sul web. Gli italiani cominciano dunque a fidarsi del web anche per acquistare prodotti legati alla tavola, nonostante l’incidenza del Food&Grocery sul totale del mercato eCommerce B2c nazionale (pari a quasi 20 miliardi di euro) sia ancora marginale, pari appena al 3 per cento. Tuttavia, la tendenza è ormai avviata e, come capitato in altri ambiti, è lecito aspettarsi nuove impennate, di pari passo con l’entrata in scena di nuovi player e la maggiore maturità degli utenti; possiamo insomma aspettarci che a breve sarà possibile acquistare prodotti alimentari online sfruttando, ad esempio, i coupon di www.piucodicisconto.com allo stesso modo con cui siamo ormai abituati a farlo per le spese legate all’abbigliamento o alla tecnologia.

Il carrello virtuale. Nel grande ambito dell’alimentare online si individuano tre settori che emergono: il Grocery Alimentare, vale a dire i prodotti alimentari da supermercato, l’Enogastronomia, cioè i prodotti gastronomici e alcolici (vino, birra, liquori e distillati) e infine la Ristorazione, ossia cibo pronto. I soli acquisti legati al Grocery Alimentare valgono nel 2016 188 milioni di euro, in crescita del 40 per cento rispetto al 2015 e, come spiegano gli analisti, sono in prevalenza legati alla spesa sui siti eCommerce dei supermercati tradizionali con consegna al piano. L’Enogastronomia invece cresce  “solo” del 17 per cento nell’ultimo anno, ma, con un valore di poco superiore ai 240 milioni di euro, si conferma comunque il primo segmento per valore dell’intero comparto. Buone anche le prestazioni della Ristorazione, che nel 2016 è aumentata del 29 per cento, raggiungendo i 90 milioni di euro.

Cosa si acquista online. Andando a guardare più nel dettaglio la composizione del carrello virtuale di spesa, la componente principale, in termini di valore degli acquisti, è rappresentata dal settore dell’Alimentare, che ingloba il 90 per cento del comparto, per un valore complessivo di 519 milioni di euro, in crescita del 27 per cento rispetto al 2015, mentre la componente Health&Care si riserva la restante parte del 10 per cento. A sua volta, il grande ambito dell’alimentare si compone in settore Wine (circa il 10 per cento) e una predominante sezione legata all’acquisto di prodotti Food (90 per cento), in cui si sottolineano le performance legate agli acquisti di prodotti “secchi” e confezionati (biscotti, pasta e caffè, ad esempio), quelli “freschi” (ovvero prodotti a temperatura controllata, incluso il cibo pronto) e poi ancora bevande e surgelati.

Le nuove tendenze in Italia. Lo studio ha anche evidenziato le nuove modalità di acquisto da parte degli italiani, e in particolare ha sottolineato il dato legato agli acquisti via smartphone, che nel settore raddoppiano e raggiungono quota 100 milioni di euro, pari al 17 per cento del totale eCommerce del comparto (e se si aggiungono gli acquisti via tablet si raggiunge il 25 per cento). Come spiega  Riccardo Mangiaracina, direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, “nel Food&Grocery, contrariamente a quanto avviene mediamente nell’eCommerce B2c italiano, sono gli operatori tradizionali (retailer e produttori) a ricoprire un ruolo dominante, con il 67% del valore delle vendite nel 2016”, ma anche le nuove startup digitali stanno facendosi strada e “crescono a un tasso superiore. Il loro peso passa dal 25% nel 2015 al 33% nel 2016 ed è lecito aspettarsi che le Dot Com incrementino il loro peso anche nei prossimi anni”.

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