Uova, attenzione alla scelta: non sono tutte uguali

Le uova, rappresentano da sempre uno dei prodotti cardine della nostra alimentazione viste le innumerevoli proprietà benefiche soprattutto in termini proteici, visto che contengono tutti gli amminoacidi essenziali per gli esseri umani.

In passato, tali proprietà benefiche erano maggiormente esaltate dalla possibilità di mangiare le uova a crudo, ovvero sgusciarle e mangiarne il contenuto senza passare attraverso la cottura, il che conferiva il massimo assorbimento di tutte le sue proprietà nutrizionali. Oggi, questa pratica è “altamente” sconsigliata viste le innumerevoli possibilità di inquinamento delle galline, se non allevate personalmente con l’utilizzo di mangimi naturali.

Il problema principale, infatti, ruota intorno alle tecniche di allevamento che incidono in modo significativo sulla qualità e salubrità del prodotto. In questo senso, è fondamentale imparare a leggere l’etichetta e saper scegliere il prodotto più salutare. Le condizioni in cui vengono allevate oggi le galline, soprattutto, nell’intensivo sono davvero disumane e quello che bisogna comprendere è che questo fattore non dovrebbe indignarci solo per una questione etico-morale (già di per se importante), ma anche per gli effetti sulle proprietà del prodotto finale che finiamo per mangiare.

L’allevamento in gabbie disumane costringe le galline ad una “vita”, se così possiamo chiamarla, di schiavitù e sofferenza costante con uno stress allucinante che incide in modo significativo sulla produzione delle uova. In più a questo, dobbiamo considerare le condizioni di igiene precarie e l’abuso costante di antibiotici che si accumulano proprio nelle uova.

Per questo motivo attenzione a leggere bene il CODICE di RINTRACCIABILITA’ delle UOVA composto da 4 categorie:

  • 0: biologiche – le galline hanno accesso quotidiano all’esterno, spazio di almeno 2,5 metri quadrati per gallina, nidi trespoli, lettiere, un massimo di dodici galline per metro quadrato al coperto, mangime biologico;
  • 1: all’aperto – accesso quotidiano all’aperto, spazio di almeno 2,5 metri quadrati per gallina, nidi, trespoli, lettiere, un massimo di dodici galline per metro quadrato al coperto;
  • 2: a terra – senza gabbie ma in capannoni chiusi senza accesso all’esterno,un massimo di dodici galline per metro quadrato, nidi, trespoli e lettiere;
  • 3: in gabbia – allevamento intensivo in batteria, quattro o cinque galline per gabbia, spazio inferiore a un foglio di carta A4, assenza di nidi, trespoli e lettiere, impossibilità di esprimere comportamenti naturali, luce artificiale forzata e taglio del becco per evitare il cannibalismo.

uovaetichette

Related posts

Rispondi