Vaccino per curare la celiachia: al via la seconda fase della sperimentazione

Vaccino per curare la celiachia

Vaccino per curare la celiachia – È in corso di svolgimento una sperimentazione finalizzata a rendere realtà il primo vaccino dedicato alla cura della celiachia.

Gli stessi ricercatori impiegati in tale studio invitano alla massima prudenza, dal momento che non è affatto detto che si riescano a conseguire dei risultati, tuttavia l’auspicio è che questa sperimentazione possa rivelarsi concretamente utile e possa così migliorare la qualità della vita delle persone celiache.

Prima di entrare nel dettaglio di quest’interessante notizia, apriamo una piccola parentesi per ricordare cos’è la celiachia.

Cos’è la celiachia? Cosa comporta?

La celiachia non è una condizione che comporta del pericolo per il soggetto che ne è interessato, tuttavia chi è celiaco deve prestare un particolare attenzione nella propria alimentazione evitando tutti i cibi in cui è presente il glutine.

La celiachia è appunto un’intolleranza al glutine, un complesso proteico che contraddistingue molti alimenti quali pane, pasta, pizza, biscotti, solo per fare alcuni esempi, è dunque evidente che il celiaco debba fronteggiare delle restrizioni alimentari piuttosto importanti, senza trascurare che l’acquisto di prodotti gluten free può rivelarsi poco agevole, oltre che costoso.

Nella sola Italia si contano ben 600.000 persone celiache, segno evidente che questa condizione è assai diffusa, proprio per questo motivo in rete si trovano diverse risorse dedicate come ad esempio Celiaci Blog, il cui indirizzo è celiaci.blog, in cui sono condivise informazioni relative ai negozi che trattano alimenti gluten free, alle ricette per la preparazione di pietanze senza glutine, ad App e quant’altro di utile a chi convive con quest’intolleranza.

Il vaccino su cui si sta lavorando

A lavorare su quest’innovativo vaccino, il quale è stato battezzato Nexvax2, è un gruppo di ricercatori australiani del Royal Melbourne Hospital; la sperimentazione è giunta alla sua seconda fase e il team che vi sta lavorando ha arruolato 150 pazienti tra Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda.

L’obiettivo è quello riuscire a riprogrammare le cellule immunitarie linfociti T, responsabili della reazione al glutine nei soggetti intolleranti: qualora ciò dovesse divenire realtà si riuscirebbe a sopprimere l’infiammazione che causa, appunto, la celiachia.

Il coordinatore di quest’importante studio, Jason Tye-Din, ha sottolineato che bisogna evitare i facili entusiasmi in quanto ad oggi l’unico trattamento contro la celiachia rimane la dieta gluten free.

È dello stesso parere Marco Silano, coordinatore del board scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia AIC nonché direttore dell’Unità Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto superiore di sanità.

Silano sottolinea che al momento non si ha alcuna certezza circa i risultati che si andranno ad ottenere con questa sperimentazione, né è possibile sbilanciarsi sui tempi in cui lo studio dovrebbe concludersi: il vaccino è infatti in sviluppo da ormai diversi anni, ma ad oggi si sono realizzati esclusivamente test di tollerabilità, non ancora dei veri e propri test clinici.

Altri studi medici in corso riguardanti la celiachia

Al di là di questo, ad ogni modo, gli studi medici sulla celiachia stanno proseguendo anche su altri fronti.

Riccardo Troncone, coordinatore di uno studio a cura del Dipartimento di Scienze mediche traslazionali dell’Università Federico II di Napoli, ha rimarcato il fatto che dei virus possono ricoprire un ruolo importante nella manifestazione della celiachia, di conseguenza è verosimile immaginare che in futuro possano verificarsi dei progressi quantomeno nell’ottica del miglioramento della diagnosi e nell’individuazione dei soggetti maggiormente esposti al rischio di divenire celiaci.

 

 

 

 

 

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